"È un loro punto di vista. Il dialogo è aperto". Non si meraviglia della presa di posizione del Patriarcato di Mosca riguardo al "documento di Ravenna" mons. Eleuterio Fortino, sottosegretario del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e co-segretario della Commissione mista di dialogo. "Il problema ricorda – è che loro sono partiti e non hanno approvato il documento. Si può continuare il dialogo, ma è compito della parte ortodossa ritrovare la completezza della loro rappresentanza". Era quindi "scontato" che il Patriarcato dovesse esaminare il testo. "Come si poteva stabilire la voce favorevole di Mosca osserva mons. Fortino – se era assente". Mons. Fortino ricorda che "un caso analogo" a quanto è avvenuto a Ravenna si era già verificato alla sessione plenaria di Bari (1986) quando alcune Chiese ortodosse avevano abbandonato il dialogo. Una Conferenza pan-ortodossa riunitasi nel seguente mese di novembre a Chambésy aveva deciso che: "Nel caso in cui una Chiesa decida di non delegare delegati in uno di questi dialoghi o per una determinata sessione se questa decisione non è presa su scala pan-ortodossa, il dialogo continua". "Noi precisa mons. Fortino – non entriamo dentro a queste questioni, se possiamo aiutare aiutiamo ma è un problema interortodosso".