MALATI ANZIANI: DACOK (SLOVACCHIA), "LA CULTURA CHE VUOLE L’EUTANASIA"

” “"La postmodernità utilizza i canoni del cinismo, dell’utilitarismo, del contrattualismo, del pragmatismo e non conosce nessun senso. Così di fronte alla vecchiaia, alla malattia, alla sofferenza sceglie le vie di suicidio, suicidio assistito ed eutanasia": lo ha detto oggi in Vaticano, il gesuita Jan Dacok, docente di teologia morale ed etica alla facoltà teologica dell’Università di Tmava (Slovacchia). Citando due dei teorici del postmoderno, Hugo T.Engelhardt e Peter Singer, Dacok ha illustrato alcune delle loro concezioni: "Disporre di essere uccisi in modo indolore per evitare sprechi di denaro pubblico da devolvere ad aumentare i piaceri della vita finché si è in salute", questo uno dei concetti di fondo dei due studiosi. "Il suicidio e l’eutanasia – ha proseguito – sono da loro teorizzati per non pesare sul sistema sanitario pubblico e il non farvi ricorso può configurare addirittura una negligenza morale e sociale". Per padre Dacok, si tratta "di una prospettiva culturale neo-pagana e post-cristiana che chiede ai cristiani di accettare suicidio ed eutanasia per dignità e amore". "Singer sostiene che la morale cattolica non serve più e occorre riscrivere i comandamenti. Dio è morto, l’uomo non ha dignità e la vita non ha nessun senso".” “