” “Nei 13 anni in cui mons. Bregantini è stato a Locri-Gerace dice mons. Mondello – ne "abbiamo tutti apprezzato l’opera educativa svolta nella sua diocesi e gli siamo stati vicini in tante circostanze dolorose. La sua presenza è stata spesso di stimolo anche all’interno della nostra Conferenza episcopale, pur se il modo di vedere un problema poteva qualche volta essere diverso. Ma i punti di vista diversi sono una ricchezza, sono il segno della pienezza dello Spirito Santo… È chiaro, dunque, che il distacco lo soffriamo anche noi… E, tuttavia, lo viviamo, come è giusto, nell’ottica della fede, cogliendo anche l’altro aspetto, che è la decisione del Papa di promuovere mons. Bregantini ad arcivescovo metropolita, assegnandogli un compito e un ruolo ancora più esteso di prima". Tutto ciò, purtroppo conclude mons. Mondello – "non sempre" viene capito dalle persone. "Ma quando riusciamo a fare capire questo alla gente, allora anche il distacco più doloroso viene vissuto paradossalmente come un dono…". Sull’argomento interviene, con una nota, anche il direttore del settimanale diocesano, don Filippo Curatola. Dinanzi ai "convincimenti di certuni" scrive Curatola – che "niente e nessuno riesce a smuovere, da parte nostra ci teniamo solo alcune piccole ma solide certezze". (segue)” “