” “"La prima certezza scrive Curatola – è che Locri e la Calabria devono essere grati a Dio per il dono della presenza su questo territorio, per ben 13 anni, del vescovo Bregantini. Il suo ministero pastorale, così vicino agli ultimi e ai problemi reali della gente nella quotidianità di un dono senza stanchezze, è un fatto ormai; è storia; è spirito e carne di questa terra". La seconda certezza, prosegue Curatola, "è che in Calabria non esiste, grazie a Dio, solo Bregantini, come parrebbe da certe pagine di giornali e da certe dichiarazioni. La povera Calabria è ricca non solo di storia, di bellezze naturali e di possibilità nascoste; è ricca anche di chiese e di comunità ecclesiali, dentro le quali l’azione pastorale dei dodici vescovi – nonostante le difficoltà, i ritardi e qualche volta perfino gli scandali di membri della Chiesa – si esplica in uno spendersi generoso, che non sempre tocca le sponde dei media. Ignorarlo è uno schiaffo all’intelligenza". Infine, "l’ultima convinzione è che si fa torto a mons. Bregantini nel considerarlo il vescovo anti-clan. Una riduzione sbrigativa e ingiusta che non sfiora nemmeno le rive dell’oceano di bene con cui egli ha abbracciato la vita della Locride, né può inserirsi – così formulata – dentro i semi da lui sparsi nella terra di Calabria, bagnati con le lacrime e illuminati dalla speranza. Il vescovo Bregantini, ogni vescovo, è infinitamente di più".” “