SCIENZA E FEDE: NOIA (UNIVERSITÀ CATTOLICA), "OPPORSI ALLA CULTURA DELL’EUTANASIA PRENATALE"

” “"Opporsi con criteri rigorosamente scientifici e fortemente umani alla cultura dell’eutanasia prenatale", per svolgere "un servizio alla famiglia ed alla società e restituire alla dignità umana il proprio valore". E’ la proposta fatta da Giuseppe Noia, dell’Università Cattolica di Roma, al convegno su "Ontogenesi e vita umana", in corso a Roma fino a domani presso il Pontificio ateneo Regina Apostolorum. Soffermandosi sul ricorso sempre più massiccio alla diagnostica prenatale, Noia ha precisato come quest’ultima preveda anche la diagnosi di bambini senza alcuna possibilità terapeutica, definiti come "feti terminali". In questi casi, secondo Noia, "è sempre proponibile il supporto psicologico e umano di ‘accompagnamento’ del feto terminale, perché nella dinamica della sofferenza che la coppia dovrà affrontare l’investire tutte le propria capacità in un progetto comunque di vita può lenire il trauma della perdita e facilitare l’elaborazione del lutto". Oggi, secondo il relatore, "l’amplificazione del rischio e la non corretta informazione configurano un vissuto gravidico spesso espressione della sindrome del feto perfetto", e quindi "ansiogeno e stressante", che può portare addirittura la madre al rifiuto del figlio". Al contrario, per Noia, "l’uso di tecniche diagnostiche dovrebbe servire a rafforzare nella donna l’esperienza bellissima della maternità".