ANTONIO ROSMINI: NELLA "LINEA DEL DIALOGO"

Quella di Antonio Rosmini è stata "una santità non puramente declamata, ma vissuta in tutta la sua portata": lo ha detto, ieri pomeriggio, a Novara, il card. José Saraiva Martìns, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi alla beatificazione di Rosmini (1797-1855). Alla celebrazione hanno partecipato tra gli altri il vescovo di Novara, mons. Renato Corti, i cardinali Poletto e Re, mons. Giuseppe Betori segretario generale della Cei. All’esclusivo servizio della "Chiesa, che con il Cristo forma il ‘Cristo totale’ (Christus totus) – ha detto il cardinale – Rosmini fondò l’Istituto della carità (Rosminiani) e le Suore della provvidenza (Rosminiane), istituti ai quali diede come fine unico quello che è lo scopo primario della vita religiosa stessa: la ricerca incessante della propria salvezza e santità". Dunque, "totalmente per la Chiesa. Si tratta di un aspetto che Rosmini ha pagato a caro prezzo e che brilla in maniera altamente significativa ed esemplare nella vita del beato: appunto il suo inossidabile e tenacissimo amore alla Chiesa". Il porporato ha, quindi, ricordato che Rosmini ha dedicato "le sue molte energie all’impegno culturale, principalmente nel campo della filosofia, della pedagogia e della teologia" in risposta "alla chiamata dei Papi del suo tempo, che nelle doti intellettuali" lessero la capacità di "elaborare un sistema di pensiero che fosse di fondamento alla fede". (segue)