"Nella nostra Repubblica, che è universalmente riconosciuta come uno Stato laico, vi sono ampi spazi di libertà per la serena convivenza di ‘laici di ogni matrice culturale’, in un aperto confronto di opinioni e di culture". Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde ad una "lettera aperta" inviatogli dal vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, sul tema della laicità. "Condivido la Sua convinzione che non debbano esservi ‘laici e cattolici su sponde rivali’", scrive il capo dello Stato nella missiva resa pubblica oggi. Il vescovo di Verona, nella lettera, si era scagliato contro la presunta opposizione tra laici e cattolici, facendo notare che "se laico significa cittadino, tutti i parlamentari sono laici. La laicità sta infatti ad indicare l’insieme dei valori civili condivisibili che costituiscono il fondamento di una vita democratica ‘civile’ di alta qualità. Il termine ‘cattolico’, invece, è una delle sue possibili qualificazioni ispirative. E’ proprio la laicità, quale minimo comune denominatore, che fa da garanzia del rispetto e della valorizzazione delle specificità". "Un autentico cattolico è sempre un ottimo laico", sostiene mons. Zenti, che invita a "superare la logica iniqua dello scontro", ma anche a far sì che "la laicità mai si traduca in anticattolicità".