Quel giorno, precisa la nota della diocesi di Locri-Gerace (www.diocesilocri.it), mons. Giancarlo Maria Bregantini "è arrivato presso il Santuario di Polsi intorno alla 21 per presiedere la veglia di preghiera, in occasione della festa dell’Esaltazione della Croce che si celebra il 14 settembre; veglia organizzata ed animata dalla parrocchia di Santa Cristina d’Aspromonte, patria natia del pastorello che nel 1144 trovò il toro inginocchiato davanti alla "croce fiorita" che da allora si venera presso il pio luogo". Il comunicato annuncia che la diocesi di Locri-gerace "si riserva di intraprendere, fatto mai avvenuto, le vie legali per tutelare l’immagine e l’opera svolta dai suoi membri". "L’amarezza che resta nel cuore nostro e dei lettori della Locride conclude – è constatare come, ancora una volta, in Calabria ci sia una tale bassezza culturale che tende sempre di più, senza scrupolo né vergogna, a denigrare la propria terra. Mai in altre regioni avremmo visto cose simili e tanto assurde".