Da una parte, rileva Oliverio Ferraris, "c’è l’accelerazione dello sviluppo, con bimbi spinti a crescere in fretta e dietro ai quali manca una famiglia in grado di seguirli e guidarli". Ne deriva "un disagio giovanile che, tuttavia, è simmetrico al disagio degli adulti". Dall’altra parte, invece, ci sono i modelli mediatici a cui s’ispirano questi ragazzi, lasciati a loro stessi. "In fondo non c’è da stupirsi", denuncia provocatoriamente la psicologa. "Abbiamo famiglie instabili che non educano i figli, adulti convinti di poterli lasciare davanti alla tv o a internet senza mediazioni", mentre questi ultimi "assorbono pubblicità stereotipate, assimilano come modelli le veline seminude che imperversano già in prima serata, s’imbattono in siti o film pornografici". "Vediamo prosegue come le bambine già a 5-6 anni siano erotizzate dalla moda, vestendosi come se fossero star", frutto "di una società consumista che vuole vendere, e che interessa in primo luogo le mamme". Ma l’abbigliamento, precisa, "è già una forma di linguaggio: vestendo una bimba come una donna la si autorizza a comportarsi in un certo modo". E alla fine, che si tratti di prostituzione minorile nel quartiere malfamato o sballo in discoteca, "si arriva alla stessa conclusione".