"La scuola cattolica opera in tutte le aree geografiche, anche in quelle dove non c’è la libertà religiosa, o che sono socialmente ed economicamente più svantaggiate, con una stupefacente capacità di rispondere alle emergenze e ai bisogni formativi, nonostante talvolta vi siano grandi difficoltà". Lo ha detto mons. Angelo Vincenzo Zani, sottosegretario della Congregazione per l?Educazione cattolica, presentando oggi il documento "Educare insieme nella scuola cattolica". In Libano, ad esempio, "il programma della scuola cattolica ha come obiettivo principale di portare i giovani al dialogo e alla collaborazione tra musulmani e cristiani": dei 210mila alunni delle scuole cattoliche, appartenenti alle 18 confessioni religiose presenti nel paese, il 63% sono cattolici, il 12,6% cristiani di altre confessioni, e il 24,4% non cristiani, per la maggior parte musulmani. In alcune aree del aese i non cattolici sono il 99% degli allievi delle scuole cattoliche. In Terra Santa, ha informato Zani, le scuole cattoliche sono frequentate dal 55% di cristiani e dal 45% di non cristiani, per lo più musulmani, ma anche da alcuni ebrei. In Bosnia, inoltre, in piena guerra dei Balcani, l’arcidiocesi di Sarajevo ha fondato tre scuole dette "Scuole per l’Europa", destinate ad accogliere allievi serbi, croati e musulmani.