Nel suo intervento, Chatzopulos ha sottolineato le parti del documento che più apprezza da ortodosso ed ha citato il fatto che nel testo "la conciliarità è legata al mistero della Trinità. Ciò significa che la sinodalità esclude ogni senso di subordinazione ed è legata indissolubilmente all’amore. Senza l’amore non c’è sinodalità. E questo per gli ortodossi è un passaggio storico perché non si può pensare ad un vescovo senza un sinodo o ad un vescovo che si pronuncia senza una sinodalità". Il documento di Ravenna è importante anche perché "pone in modo chiaro domande spinose per il dialogo tra le Chiese". Duettando poi con mons. Bruno Forte (altro membro della Commissione mista di dialogo) che in precedenza aveva detto che nei dialoghi teologici internazionali la lingua ufficiale utilizzata è la lingua inglese, il vescovo Chatzopulos ha aggiunto: "l’italiano però rimane la lingua franca, sia per i cattolici tra loro ma anche per gli ortodossi che vogliono interloquire più direttamente con i loro fratelli cattolici".