Nella settimana in cui ricorre il 40° anniversario della risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (22 novembre 1967) il Comitato per l’esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese, che opera in seno alle Nazioni Unite, torna a ribadire "l’inammissibilità dell’acquisizione di territori con la guerra" e a chiedere "il ritiro dell’esercito israeliano dai territori occupati" all’epoca del conflitto. In una nota diffusa nella giornata di ieri il Comitato sottolinea che dopo 40 anni "la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme Est sono ancora sotto l’occupazione israeliana. Il popolo palestinese vede negarsi il diritto all’autodeterminazione, all’indipendenza nazionale e alla sovranità sul proprio suolo. Per queste ragioni è indispensabile riaffermare oggi il significato politico della risoluzione 242". Ricordando come i palestinesi vivano "assoggettati e umiliati", le confische di terre che subiscono, così come i danni provocati dalla "costruzione del muro di separazione", il Comitato chiede al Consiglio di Sicurezza di "agire in maniera decisiva per applicare la risoluzione 242, confermata poi dalla 338" e conferma il proprio impegno "a favore della causa palestinese".