STAMINALI RIPROGRAMMATE: LEONE (UNIV. PALERMO), "UNA RISORSA IN PIÙ"

"Se danno i risultati sperati, potranno essere una risorsa in più per non far ricorso alle cellule staminali embrionali". Così Salvino Leone, docente di bioetica all’Università di Palermo, commenta al Sir l’annuncio di alcuni ricercatori giapponesi di aver "riprogrammato" determinate cellule staminali adulte fino a far loro raggiungere uno stadio simile a quello delle cellule staminali embrionali. In attesa di vedere pubblicato i dati scientifici della ricerca, per ora solo annunciata dai media, Leone ricorda che "è da tempo che si lavora per la riprogrammazione delle cellule adulte. Se è vero che si arriva a tali cellule, senza lo sviluppo di una linea embrionale vera e propria e con gli stessi effetti delle staminali adulte, si apre una prospettiva interessante, soprattutto perché eliminerebbe i dubbi sulla liceità o meno della sperimentazione sugli embrioni: se si può contare su staminali adulti riprogrammate, che senso ha insistere sul ricorso alle cellule staminali embrionali’". Quanto alla relazione tra l’annuncio nipponico e quello recente di Ian Wilmut, il "creatore" della pecora Dolly, di voler abbandonare ogni ricerca sulla clonazione di embrioni, Leone commenta: "Bisogna capire se si tratta din un’affermazione di carattere prettamente scientifico, ovviamente sempre benvenuta, o di carattere prettamente etico, che avrebbe molto più peso".