ISLAM: GIULIANO AMATO, "VINCERE IL PESSIMISMO GENERALIZZATO" (2)

"Un documento – ha osservato il ministro Amato – che senza inventare nulla, recupera dal nostro patrimonio storico e costituzionale quei principi e valori che possono essere condivisi nella prospettiva di una valorizzazione della religione come fattore di responsabilità per una coesione sociale". Amato ha quindi ricordato che l’Italia "è un paese che si è evoluto nell’orizzonte del cristianesimo" e che "immerso nel Mediterraneo è stato sempre crocevia di popoli e culture diverse" per cui ha maturato "una storia di contaminazione". Detto questo, la Carta enuncia diritti e doveri delle persone che vengono nel nostro Paese e dedica due capitoli (che il ministro ha definito "cruciali") alla famiglia (per struttura monogamica) e la libertà religiosa. Nel dibattito in sala, il ministro non ha nascosto le difficoltà del dialogo istituzionale con l’Islam dovute soprattutto alla "frammentazione di quel mondo". Ragione per cui "non si è trovata ancora una soluzione in nessuna parte d’Europa" per la formazione degli imam. Riguardo poi alle moschee, il ministro ha rimandato alla "legge sulla libertà religiosa" ed ha assicurato l’impegno a regolare la questione perché "finché ci saranno scantinati e capannoni, ci sarà sempre il rischio di qualcos’altro".