"C’è una nevrosi del denaro, del successo, che vuole eliminare chi non ce la fa o chi non è ancora attrezzato". A parlare al Sir è don Giovanni Brusegan, delegato per l’ecumenismo e la cultura della diocesi di Padova, riferendosi alla discussa ordinanza del sindaco di Cittadella (Pd), che vuole negare la residenza agli immigrati che non guadagnano almeno 420 euro al mese e non hanno una casa decente. Ordinanza già finita in tribunale perché accusata di "usurpazione di pubblici poteri". La proposta, osserva don Brusegan, "pone come criteri di fondo quelli economici e lavorativi. Conta più l’avere che l’essere. Ma la cultura cristiana ha valori che trascendono le possibilità economiche". A suo avviso nella società attuale "c’è il pericolo di un perbenismo di tipo economicista": "I criteri di successo e furbizia afferma -, contano di più di altri valori. E’ problematico che una zona sempre definitasi cristiana, si ponga in modo così asettico e indolore a subire delle scelte contrastanti con quelle del Vangelo". Ma la Chiesa, precisa, "ha una profezia che non risponde ai criteri di maggioranza. Sta avvenendo uno scollamento tra una concezione di cristianesimo sacrale e garantista ad una concezione profetica in cui il Vangelo pone domande alle quali rispondere ‘sì’ o ‘no’. O vediamo Cristo nel povero oppure siamo atei". (segue)