MONS. BETORI: LA BIOETICA E LE "RAGIONI DELLA VITA" (2)

” “È questo "secondo modello di razionalità", secondo il segretario generale della Cei, che "è richiesto dalla vita e dall’esperienza". "Non si può pensare di limitare la visuale all’empiria e al nostro intervento su di essa", ha ammonito Betori, secondo il quale "la ragione funzionale non è che una modalità di approccio dell’uomo al reale, largamente insufficiente quando si pone dinanzi al fenomeno umano nella sua completezza". In questa prospettiva, ha concluso Betori, la "questione antropologica" emerge "in tutto il suo spessore culturale", anzi "esige, richiede un nuovo respiro propriamente culturale: afferrare l’inafferrabilità dell’umano; insistere sull’irriducibilità della nostra intelligenza, del nostro volere e del nostro sentire a quel loro supporto materiale che le neuroscienze studiano e la tecnologia cerca di riprodurre; disincagliare la ragione da quell’unilaterale ‘autolimitazione’ che costituisce un forte rischio ideologico capace di portare – come il Cardinale Joseph Ratzinger ha evidenziato coraggiosamente nel suo intervento di Subiaco – a nuove dittature".” “