” “"Daniele Paladini era un costruttore e non un distruttore di pace. Tutti i nostri militari in missione di pace sono persone che amano l’uomo e desiderano la sicurezza, la democrazia e la solidarietà dei popoli". A ricordare il maresciallo capo italiano ucciso a seguito di un attentato sul ponte, appena inaugurato di Paghman, a Kabul da un kamikaze insieme ad altri civili, tra cui diversi bambini, è l’ordinario militare, mons. Vincenzo Pelvi. "L’inaugurazione di un ponte ha detto mons. Pelvi al Sir – è segno di ricostruzione, di promozione umana, di speranza e di futuro per il popolo afgano. Verso questo militare, i suoi familiari ed amici, verso tutti i nostri soldati proviamo grande affetto unito a profonda ammirazione". "Questa notte ricorda l’Ordinario militare – ho avuto modo di rendere omaggio alla salma del nostro soldato e parlare con i suoi familiari. Da loro ho potuto raccogliere la testimonianza, in particolare di sua moglie, di quanto Daniele amasse la vita ed avesse nobiltà d’animo. Questo padre ha trasmesso la sua solarità e quella della vita a sua figlia Ilaria, il cui nome riflette tutto il papà. Daniele era un giovane di solida formazione cristiana e ciò costituisce l’alveo profondo di chi concepisce la vita militare come servizio a chi è debole e meno fortunato". (SEGUE)” “