Sulla scia del Concilio Vaticano II, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, ha proseguito Benedetto XVI, "sono stati autentici araldi della regalità di Cristo nel mondo contemporaneo. Ed è per me motivo di consolazione poter contare sempre su di voi per portare a compimento anch’io tale compito fondamentale del ministero petrino". Strettamente unito a questa missione c’è un altro aspetto: "la pace tra tutti i discepoli di Cristo, come segno della pace che Gesù è venuto a instaurare nel mondo". "La Chiesa ha osservato il Papa – è quella porzione di umanità in cui si manifesta già la regalità di Cristo, che ha come manifestazione privilegiata la pace. E’ la nuova Gerusalemme, ancora imperfetta perché pellegrina nella storia, ma in grado di anticipare, in qualche modo, la Gerusalemme celeste". Ed è proprio in Gerusalemme che si riconosce "la figura della Chiesa, sacramento di Cristo e del suo Regno". La preghiera per la pace e l’unità, perciò, "costituisca" per i cardinali la "prima e principale missione, affinché la Chiesa sia ‘salda e compatta’, segno e strumento di unità per tutto il genere umano". Infine, il Papa ha affidato a Maria "i nuovi porporati, il Collegio cardinalizio e l’intera comunità cattolica, impegnata a seminare nei solchi della storia il Regno di Cristo, Signore della vita e principe della pace".