Tra le altre modifiche richieste dal’Mpv alla legge 194, quella di "escludere le cause economico-sociali" dell’aborto e la richiesta che venga "verbalizzata la causa per cui l’aborto viene richiesto", mettendo a verbale "anche le offerte di alternative e il loro risultato". Per l’Mpv, inoltre, la funzione consultoriale va svolta "esclusivamente in funzione dell’aiuto alla nascita", perché "i consultori non hanno mai il compito di autorizzare l’aborto". Per l’aborto terapeutico, l’Mpv chiede che la malattia della madre e l’anomalia del figlio sia sempre "certificata da un collegio di specialisti", nel caso del figlio dopo il riscontro diagnostico sul feto. L’obiezione di coscienza, inoltre deve avere per l’Mpv "effetto immediato" e riguardare "anche gli addetti alle farmacie". L’ultima richiesta di modifica è relativa all’art- 16, relativo alla relazione ministeriale sullo stato di attuazione della legge 194. Tale relazione, ammonisce il Movimento per la vita, deve indicare "anche i dati relativi agli aborti evitati mediante lì’intervento pubblico" e riferire" anche sui risultati ottenuti dal volontariato".