” “"E’ giusto evitare ogni trionfalismo, pensando che ogni problema tra israeliani e palestinesi sia oramai risolto. I problemi cominciano ora, e non si può prescindere dalla debolezza e dalla fragilità dei due partner negoziali. E’ il giudizio su Annapolis del direttore del Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo), Janiki Cingoli che tuttavia invita "a non sottovalutare l’importanza di quanto è accaduto". "Non era affatto scontato afferma infatti Cingoli su Cipmo.org – che si arrivasse ad una dichiarazione comune, sottoscritta solo a pochi minuti dall’inizio del vertice grazie alla pressione Usa. Il low profile scelto da Condoleezza Rice e dallo stesso Bush ha finito per pagare". Circa la dichiarazione, questa per Cingoli, "non entra nel merito dei problemi, ma dà avvio alle trattative sul final status, senza escludere alcuna delle questioni più delicate: lo stato palestinese, i confini, gli insediamenti, i rifugiati, Gerusalemme, l’acqua". Tra gli elementi di rilievo emersi ad Annapolis, il direttore del Cipmo elenca la creazione di uno "strumento a tre destinato a monitorare l’implementazione della road map e che sarà guidato dagli Stati Uniti, la partecipazione del mondo arabo" e quella della Siria la cui scelta è "condizionata alla effettiva volontà israeliana di aprire il negoziato sul Golan". ” “” “” “