CARCERI: SEAC, "40 ANNI DI VOLONTARIATO PER LA PERSONA E LA GIUSTIZIA" (2)

” “” ” ” “La riflessione si allargherà, prosegue Laganà, ad un altro aspetto: "Il carcere oggi ha senso rispetto a quali situazioni? Molti dei detenuti appartengono a fasce deboli e marginali". Allora se "per i poveri, i disoccupati e i migranti c’è l’emigrazione oppure una politica punitiva penale che ha nel carcere un modello dominante di controllo sociale", è bene "riflettere sulle troppe leggi che hanno riempito le carceri", essendo evidente "l’improrogabile necessità di una globale e coraggiosa manovra legislativa, da tempo attesa e sinora non realizzata". Il Seac, perciò, è "dalla parte di chi sostiene e pratica il mandato costituzionale di una pena dalla funzione riabilitativa e rispettosa dei diritti e della dignità". Si può, in tal senso, "restituire una dimensione costruttiva della pena come rapporto sociale e modificare il binomio pena-carcere indirizzandosi verso programmi di giustizia ripartiva", fermo restando l’esigenza di rivedere l’impianto legislativo. Il convegno domani si concentrerà sulla formazione dei volontari perché "ci sono detenuti per alcune tipologie di reato che richiedono maggior ascolto e preparazione", mentre sabato i partecipanti si recheranno al carcere "Regina Coeli" di Roma per trascorrere una mattinata con i detenuti e "ascoltare le loro ragioni su quanto si discute, altrimenti, solo a livello teorico".” “” “” “