Anche se secondo le nuove stime il numero di persone colpite dal virus dell’Aids nel mondo è passato da 40 milioni (nel 2006) a 33,2 (nel 2007), con una diminuzione del 16%, "i governi non devono abbassare la guardia", visto che nel 2007 "oltre 22 milioni di persone nel mondo risultano colpite dal virus Hiv, i nuovi contagi sono stati 2.5 milioni e oltre 2 milioni di persone sono morte di Aids". A precisarlo, alla vigilia della Giornata mondiale di lotta all’Aids che si celebra il 1° dicembre, è l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids. "Questi dati si legge in una nota sono il primo segnale di buon auspicio dopo anni di tentativi, e indicano la possibilità di rallentare se non addirittura arrestare la diffusione della pandemia ma, proprio per questo, non bisogna abbassare il livello di attenzione nei confronti della lotta all’Aids.". Secondo Peter Piot, direttore esecutivo Unaids, "senza dubbia stiamo cominciando a vedere il risultato degli investimenti: mortalità e nuove infezioni da Hiv sono in calo, ma bisogna aumentare gli sforzi per ridurre significativamente l’impatto dell’Aids nel mondo". L’Africa sub sahariana rimane la regione più colpita dall’Aids, con più dei due terzi (68%) delle persone sieropositive a livello globale e più dei tre quarti (76%) di tutte le morti da Aids nel 2007.