SPE SALVI: MONS. FORTE, L’AMORE "SI LEGA INDISSOLUBILMENTE ALLA SPERANZA"

"Solo se c’è in te una grande speranza potrai dare senso alla vita e amare al di là di ogni misura di stanchezza". È questo il filo conduttore tra le due Encicliche di Benedetto XVI secondo mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e teologo di fama internazionale. "Il cuore dell’uomo – spiega mons. Forte in un’intervista al SIR on line oggi su old.agensir.it – ha bisogno di amare e di essere amato per vivere e per affrontare la morte: è un bisogno non solo personale, ma anche collettivo. Dagli scenari del tempo, come da quelli del cuore, si leva una grande attesa di amore: ad essa ha inteso corrispondere l’Enciclica «Deus caritas est». Si tratta di un’attesa: e tutte le esperienze che le corrispondono restano comunque segnate dalla fragilità della vita, dalla caducità delle opere e dei giorni degli abitatori del tempo. Ecco perché il bisogno di amore si lega indissolubilmente alla speranza: l’attesa di un bene futuro, arduo, ma possibile a conseguirsi". Mons. Forte evidenzia come nell’Enciclica "Spe salvi" il Papa offra "un’analisi storica di grande spessore, espressa in un linguaggio semplice, anche se con passaggi necessariamente complessi, e con tanti riferimenti a esempi vissuti: è la storia del concetto di speranza". (segue)