MISSIONE: MONS. BETORI, "NON È PROSELITISMO NÉ EGEMONIA" (2)

Il "vero volto della convivialità cristiana", per Betori, si rivela "con quanti invece brillano per la loro povertà e condizione di marginalità", non quando si perseguono "presunti vantaggi economici e sociali". "Non può darsi alcuna azione missionaria se non a partire dal dono di sé, senza pretendere alcunché di contraccambio, cerando per questo di cogliere in ogni situazione umana quel raggio di luce di umanità che rimanda al Creatore", ha ammonito Betori, secondo il quale, "il nostro farci missionari della verità del Vangelo nel contesto culturale odierno spesso ostile, deve essere accompagnato da una fondamentale simpatia per l’uomo e per la sua condizione, in cui va sempre colta la possibilità di recupero della identità perduta e di risurrezione". Di qui la necessità e la "responsabilità", ha concluso il segretario generale della Cei, di essere "accanto a tanti nostri fratelli, che soffrono condizioni di vita precarie e che nel vangelo loro annunciato potranno trovare non solo motivo di speranza ma anche forza e orientamento per una risurrezione sociale".