"Offrire un segno di speranza e di riconciliazione in nome del Vangelo e della ferma fiducia che ogni violenza vada sradicata alla radice". Così mons. Marco Gnavi della Comunità di S.Egidio, spiega al Sir il significato della preghiera per la morte di Giovanna Reggiani (aggredita da un rumeno) e "per la pace e la libertà da ogni violenza" che si svolgerà giovedì sera nella Basilica di S. Bartolomeo di Roma. Una preghiera ecumenica aggiunge mons. Gnavi – per "raccogliere il dolore per la morte di Giovanna e di tutta la famiglia" insieme alla comunità romena che vive a Roma e alla comunità valdese. Questa preghiera "rende prossimi gli uni agli altri nella comune responsabilità di edificare una convivenza possibile fra uomini e donne, di etnie e tradizioni diverse". "Di fronte allo sgomento causato dalla violenza spiega il sacerdote – ci rimettiamo nelle mani di Dio chiedendo a Lui di curare le ferite provocate da tanta brutalità e a noi stessi di adoperarci per la riconciliazione". Alla preghiera, presieduta da Iosif, Metropolita ortodosso di Parigi, parteciperà anche il pastore Antonio Adamo della Chiesa Valdese.