RACKET IN SICILIA: SAPIENZA (CESI), È "URGENTE USCIRE DA UNA SPIRALE DI CRIMINALITÀ"

"La questione sociale in Sicilia è un’emergenza: fino a quando dovremo contare i taglieggiati senza fermare i taglieggiatori?". Così don Piero Sapienza, direttore del Centro regionale di pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), commenta la notizia dei pizzini ritrovati nel covo del boss Salvatore Lo Piccolo e riportanti i nomi e le cifre di chi paga il pizzo. "È ora di chiederci chiaramente come sono sostenuti gli imprenditori siciliani – dice il sacerdote – quali garanzie hanno non solo per le loro attività, ma anche per le loro stesse vite e per quelle dei familiari? La risposta dello Stato è quanto mai urgente per uscire da una spirale di criminalità che rischia di far diventare il piegarsi al racket una norma. Come Chiesa, non possiamo non tornare a condannare chi si piega alle imposizioni mafiose: resta sbagliato sottomettersi ad estorsioni e minacce. Ma ripeto: bisogna creare la condizioni. C’è ancora molto lavoro da fare per una nuova cultura della legalità –aggiunge Sapienza – chi vuol essere imprenditore in Sicilia deve poter contare sulle proprie capacità, senza essere costretto a scegliere se rischiare di perdere la propria vita a causa della mafia o la propria anima su una strada che è peccaminosa".