"L’assassinio di Meredith, cui è stata spenta atrocemente la gioia di vivere e la Speranza" deve "renderci più pensosi, certamente, ma anche più decisi nel combattere le cause e le occasioni, che sono prima di tutto nella coscienza e nei valori morali di ciascuno". Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Giuseppe Chiaretti, nell’omelia della celebrazione eucaristica presieduta questa sera in cattedrale per la solennità di Sant’Ercolano, patrono di Perugia e delle università cittadine. Secondo il presule, il contesto nel quale maturano "efferati delitti" come il brutale assassinio della giovane studentessa inglese è quello di "una cultura di immoralità giovanile, favorita dalla tolleranza d’un disordine anche ambientale che finisce per diventare connivenza, e dalla carenza d’iniziative culturalmente e socialmente valide per la formazione seria della personalità". Di qui l’interrogativo: "Istituzioni, autorità cittadine, università, docenti, responsabili di progetti, associazioni, e per la sua parte anche la Chiesa. Che cosa facciamo, e soprattutto cosa possiamo fare, anche insieme, per essere di aiuto e di sostegno umano, spirituale, morale alla solitudine di molti giovani vulnerabili e facilmente catturabili da proposte negative" magari "in nome di una malintesa libertà?".