"Poiché l’agricoltura pesa mediamente dal 10 al 15% del prodotto nazionale lordo dei Paesi mediterranei, i danni sarebbero pari allo 0,2-0,3% del Pil dei rispettivi Paesi" ha aggiunto il climatologo. A rischio, avverte Ferrara, "anche il settore del turismo", "gli ambienti marino costieri del Mediterraneo a causa delle alluvioni e della siccità", e "la salute della popolazione". Per l’esperto dell’Enea è infatti prevedibile "in Europa un incremento dei decessi legato alle ondate di calore, valutabile tra le 8 e le 12 mila persone per anno e per ogni grado centigrado di aumento della temperatura media". Secondo Robert Costanza, docente di economia ambientale alla Grund University del Vermont (Usa), "per un futuro sostenibile occorre investire nel capitale naturale e sociale". "La crescita del Pil ha ammonito non corrisponde più ad una migliore qualità della vita" che è fatta anche di "sensazioni di serenità, sicurezza e autorealizzazione". Il presidente del comitato scientifico di Greenaccord, Andrea Masullo, ha rammentato che "deve essere la persona il protagonista del mercato globale".