Da questo momento, si legge nella presentazione della campagna, "il sostentamento economico della Chiesa dipenderà esclusivamente dalla volontà dei suoi fedeli e simpatizzanti. Questo vuol dire che bisogna realizzare un cambiamento di mentalità tra i cattolici, che dovranno assumere le proprie responsabilità riguardo al finanziamento della propria Chiesa, segnando una X nella dichiarazione dell’Irpf o con offerte periodiche alla propria parrocchia o diocesi". Il sistema spagnolo è simile a quello italiano ma, secondo i realizzatori della campagna, "è inferiore a quello italiano, per la minore assegnazione tributaria e per il contributo statale al mantenimento dei templi di valore storico-artistico". Secondo indagini qualitative e quantitative svolte su un campione di cittadini, 7 spagnoli su 10 dichiarano di conoscere il lavoro della Chiesa ma "si tratta di una conoscenza superficiale e, in molti casi, condizionata dall’opinione che si ha dell’istituzione". La Chiesa spagnola conta 23.000 parrocchie, 850 monasteri di clausura, numerosi ordini e congregazioni, più di 200 ospedali e ambulatori, 300 asili, 900 orfanotrofi e più di 1600 centri di accoglienza e reinserimento familiare e sociale.