Il card. Scheffczyk prosegue Benedetto XVI nell’intervista si è sempre mosso con grande stile nella sua posizione pubblica, rendendo nuovamente feconda la forza complessiva della sua cultura e della sua profondità spirituale, così come quella sua chiarezza di giudizio che nasceva dalla fede. E’ stato molto importante che Leo Scheffczyk sia diventato una ‘figura pubblica della Chiesa’, perché con ciò ha avuto parte, con notevole peso, alle grandi dispute del tempo presente"". Degli inizi a Frisinga, il Pontefice ricorda la "finezza linguistica" con cui il teologo "riusciva ad esprimersi attraverso immagini particolarmente meditate e formulazioni veramente ricercate, non come oggi dove, invece,non si cura più di tanto la lingua. Allo stesso tempo, però, come predicatore era anche estremamente ricco e profondo sul piano teologico". "Il nostro comune lavoro nella Commissione dottrinale della Conferenza episcopale tedesca annota Ratzinger è il ricordo personale più forte che ho. Ci siamo resi conto del fatto che stavamo combattendo insieme per la vitalità della fede nella nostra epoca, per la sua espressione e comprensibilità da parte degli uomini di questo tempo, nella fedeltà di fondo alla sua profonda identità". All’incontro di oggi, nella sede di Roma dell’Università cattolica, interverrà il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma.