"Non può essere attribuito alla Chiesa un diretto compito politico, a meno di negare l’autonomia non assoluta ma autentica degli ordinamenti terreni e di ridurre la Chiesa alla società umana, finendo con lo svuotarla ed autodistruggerla". E’ questo, secondo il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, uno dei pensieri più attuali del card. Leo Scheffczyk, il teologo scomparso nel dicembre 2005, la cui opera "Il mondo della fede cattolica. Verità e forma" (edita da "Vita e pensiero")è stata presentata oggi all’Università Cattolica di Milano. Nell’Epilogo il teologo ha fatto notare Ruini – anticipa "un insegnamento" della "Deus caritas est" di Benedetto XVI, quando "si pone con grande schiettezza la domanda circa il futuro, riconoscendo senza esitazione che la sostanza della fede cattolica ha perso solidità e sicurezza sotto la spinta di un pluralismo acritico e di una molteplicità variegata di nuove interpretazioni arbitrarie". Una "preoccupazione non minore", per Scheffczyk, nasce dalla la "scissione dell’ethos dalla fede: di qui la "critica molto severa" ai sostenitori della "morale autonoma", secondo la quale "nel mondo moderno non potrebbe più esistere un’etica della fede. Viene tolta così alla rivelazione cristiana e per conseguenza alla Chiesa ha commentato Ruini – ogni effettiva e specifica rilevanza etica".