"Entrai un carcere in una notte d’aprile di sette anni fa…" Inizia così una delle opere che verranno premiate il 13 novembre a Milano, nel carcere di San Vittore, nell’ambito del Premio letterario nazionale Casalini, il VI concorso di poesia e prosa riservato ai detenuti delle carceri italiane. Il presidente della giuria Ernesto Ferrero ricorda il valore della scrittura come "miglior modo che abbiamo di conoscere noi stessi e il mondo" con "il potere di annullare le servitù del tempo e dello spazio". Per i detenuti la scrittura può essere dunque "una autentica forma di libertà che riesce a sottrarsi alle dure costrizioni della vita". Il bisogno di "risalire la china dei propri fallimenti è grande e sempre prevalente e lo si capisce bene dagli scritti prodotti in carcere. Per questo affermano i promotori del concorso non possiamo restare indifferenti e negare il nostro aiuto a chi reclama attenzione e mostra capacità di riscatto. E’ nell’interesse di tutti passare da forme di giustizia vendicativa a percorsi riabilitanti, basati sulla riconciliazione e sull’inclusione sociale". Sei le opere premiate nelle due sezioni "prosa" e "poesia" e 22 quelle segnalate, tutte sono già raccolte in un volume. Alla cerimonia di premiazione interverrà l’attrice Veronica Pivetti.