” “Richiamando un recente intervento di mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, mons. Galantino, intervenuto oggi al convegno della Cfc, ribadisce la centralità della questione antropologica, che "è molto di più che la elencazione più o meno condivisa dei caratteri della persona" ed "è molto di più che il condiviso richiamo al senso di rispetto dovuto alla dignità della persona"; essa "è un punto in aggirabile di ogni riflessione etico-pratica", in particolare negli attuali "dibattiti sulla dignità della vita e della morte, con tutti gli interrogativi che ne sono derivati. La qualità delle risposte a questi interrogativi dipende direttamente dal concetto di uomo che si ha". Alcuni filosofi, prosegue, non riconoscono lo status di persona "ai feti, ai ritardati mentali gravi o a coloro che sono in coma senza speranza"; del resto, osserva, "l’ ambiguità che accompagna il termine persona appartiene anche ai termini identità e laicità". A questo riguardo si chiede "a quali condizioni è possibile realizzare l’auspicata alleanza a favore della persona? Anzitutto condividendo il primo principio della laicità, che consiste nell’andare alla ricerca del bene senza pregiudizi", e poi "abbandonando il vecchio significato illuministico di laicità, intesa come divisione e contrapposizione tra Stato e Chiesa, con l’intento di ridurre la religione a mero fenomeno privato". (segue)” “