Per mons. Migliore, "la questione dell’ambiente è inseparabile da quelle dell’energia e dell’economia, dalla pace e dalla giustizia, dagli interessi nazionali e dalla solidarietà internazionale". Perseguire lo sviluppo sostenibile significa "lavorare per la giustizia. Oggi sono i poveri a subire più pesantemente le conseguenze del degrado ambientale", costretti a vivere "in aree inquinate, accanto a discariche tossiche, o privi di accesso ai servizi di base". Non mancano, tuttavia, segnali di speranza, perché "il degrado ambientale causato da alcuni modelli di sviluppo economico ha rilevato il diplomatico vaticano fa capire a molti che lo sviluppo non è raggiungibile solo mediante la crescita quantitativa della produzione, ma attraverso un approccio equilibrato" che rispetti "i diritti e la dignità dei lavoratori, oltre che l’ambiente". "A modificare i comportamenti non bastano le leggi – ha tuttavia ammonito -. Il cambiamento richiede impegno personale e il convincimento del valore della solidarietà; relazioni più eque tra Paesi ricchi e poveri che stabiliscano obblighi per le strutture industriali". A tale fine, ha concluso mons. Migliore "occorrono campagne di educazione e volte a mantenere la consapevolezza".