ANNO DIRITTI UMANI: CIPSI, RIPARTIRE DAI "PRINCIPI NON NEGOZIABILI"” “” ” ” “” “

"Ogni Stato dovrebbe avere una legge che promuova la tutela dei diritti umani nel mondo, e il riconoscimento dell’acqua come diritto". E’ la proposta fatta dal Cipsi (coordinamento di 44 Ong e associazioni di solidarietà internazionali) all’Onu, in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, che si celebra oggi e tra un anno esatto festeggerà il 60° anniversario della sua istituzione. "Forse è il momento di celebrare questo 60° compleanno con una grande svolta di rinnovamento", dichiara Guido Barbera, presidente del Cips, denunciando il pericolo che i diritti umani siano "svenduti" dalla politica, "ridotta a gestire consensi tra Stati, interessi di potere di pochi". In tema di diritti umani, per il Cipsi, la svolta "Non verrà dai Palazzi e dagli Stati, ormai legati nelle stesse reti di compromessi e tutela di reciproci interessi", ma solo "dal recupero di uno spirito di solidarietà che ci riporti ad assumere come riferimento quei ‘principi etici on negoziabili’ che sono fondamento della vita sociale, del rispetto della persona e della sua dignità, al di sopra di ogni credo politico o confessionale". Nell’analizzare i quasi 60 anni di storia della Giornata, il Cipsi rileva "cambiamenti" da salutare "con soddisfazione", come "il riconoscimento universale del primato giuridico e politico dei diritti umani", ma anche "fallimenti", come quelli in Bosnia, Ruanda e Darfur.