Migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici colpiti anche da depressione: è l’obiettivo del progetto pilota dell’Istituto tumori Regina Elena (Ire) di Roma, partito da un mese e presentato oggi nella capitale in occasione del convegno "Depressione e cancro". 800 il numero dei malati che verranno coinvolti, anche se, ha spiegato Tonino Cantelmi, psichiatra degli Istituti fisioterapici ospitalieri (Ifo) di Roma di cui fa parte il Regina Elena, e presidente dell’Aippc (Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici), "abbiamo iniziato con 20 pazienti, ma lo studio durerà due anni". Due i principali scopi del progetto: "la creazione di un sistema diagnostico adeguato, che valuti la prevalenza della depressione fra i pazienti con il cancro, e lo studio dell’assetto immunitario dei malati che seguono trattamenti farmacologici, per individuare il legame tra queste due patologie”. “In Italia circa il 60% dei pazienti colpiti da tumore è affetto anche da depressione, eppure questa malattia viene ‘riconosciuta’ e diagnosticata in ritardo” ha detto Paola Muti, direttore scientifico del Regina Elena, nondimeno "la depressione riduce la cooperazione del paziente con il medico, interferisce negativamente con il decorso della malattia e pregiudica la risposta al trattamento chemioterapico".