POVERTÀ: PEZZOTTA, NON SI PUÒ "TRANQUILLIZZARE LA COSCIENZA"

"Il temine carità è quanto mai impegnativo per il cristiano, e non può essere riferito solo alle opere di giustizia verso gli uomini. Nel linguaggio corrente esso è stato ridotto a filantropia e ha assunto sempre di più una dimensione di compassionevolezza". E’ quanto ha detto ieri mattina Savino pezzotta, presidente della Fondazione per il Su intervenendo alla giornata conclusiva del convegno "Apostoli del Rogate: per quale missione?", promosso dai Rogazionisti presso il Centro Mondo Migliore di Rocca di Papa. "Personalmente – ha aggiunto Pezzotta – non sono contrario né alla filantropia né alla compassione: il mio timore è che ci si incammini su questi terreni per tranquillizzare la coscienza nei casi in cui si è consapevoli che un certo modo di fare, che certe organizzazioni economiche, producono offese alla persona che poi bisogna riparare. Perché attraverso la compassionevolezza si cerca di evitare la ribellione degli offesi, oppure – e questo è fenomeno molto più diffuso – perché non si vuole assumere l’incarico dell’emancipazione". "Con l’avvento della società industriale – ha proseguito l’ex leader sindacale – i poveri sono giudicati come esseri improduttivi. Non contribuiscono alla crescita economica, disturbano il corso verso il profitto". (segue)