BANGLADESH: SULLE COSTE DEVASTATE DA "SIDR" MUSULMANI E CRISTIANI LAVORANO INSIEME” “” ” ” “

(dall’inviata Patrizia Caiffa) – Volontari musulmani lavorano insieme alla Caritas per ricostruire la loro terra distrutta dal ciclone Sidr.Accade nel villaggio di Kuawa Kata, nella Sea belt, la costa del Bangladesh dove il vento a 220 km orari ha creato onde devastanti che hanno inondato le terre circostanti, portando via le abitazioni e le barche dei pescatori, circa2.000 persone che vivono pescando ed essiccando il pesce. Ora sulla spiaggia c’è ciò che rimane delle case in foglie di palma secche, e la vita continua a scorrere tra le insolite macerie frondose. Sayed Mi Faruk, 25 anni, insegnante di religione nella vicina madrassa, la scuola coranica utilizzata come rifugio il15 novembre scorso, spiega insieme ai suoi colleghi l’impegno comune nella ricostruzione insieme ai cristiani, che sono esigua minoranza (0,33%) in un Paese di oltre 140 milioni di abitanti. "Abbiamo buone relazioni sia con i cristiani sia con gli indù – afferma -. Ad esempio durante le festività ci facciamo gli auguri a vicenda. Anche a Natale capita spesso. Finora non sono mai andato alle loro celebrazioni, ma se mi invitano vado volentieri". Sayed e i suoi compagni non pensano affatto di emigrare come tanti altri bangladesi sparsi per il mondo: "Vogliamo vivere qui nella nostra terra e contribuire per primi al benessere della nostra comunità".