(dall’inviata Patrizia Caiffa) – In Bangladesh circa il 60% dei 140 milioni di abitanti lavorano, di cui solo il 10% sono donne. Nella scuola di Barisal, che accoglie attualmente 39 studenti tra i 18 e i 20 anni, i corsi durano un anno o sei mesi. "Selezioniamo i ragazzi che hanno più necessità, anche i disabili precisa Punurdan – coinvolgendo anche le famiglie. Spesso facciamo riferimento ai nostri gruppi di base sul territorio, composti da cristiani e musulmani". Alle ragazze, che diventano sarte, viene anche concesso una sorta di "start up", ossia un prestito di 5.000/10.000 taka (tra i 50 e i 100 euro; 50 taka equivalgono a circa 1 euro) per avviare la loro attività. I salari medi, in Bangladesh, variano dai minimi di 1.500 taka al mese delle lavoratrici delle industrie tessili straniere ai 5.000 taka di un operaio, fino ai 15-20.000 taka di un impiegato statale, che ha anche casa e trasporti gratuiti. Il costo della vita va dai 6.000/8.000 taka in campagna ai 15.000 taka in città. La scuola di Barisal è talmente ben organizzata che riesce a sostenersi autonomamente per il 60% dei costi (tramite la lavorazione dei prodotti) e per il 40% da donatori stranieri. In alcuni periodi è completamente autosufficiente. (segue)