"Le scuole cattoliche paritarie, allo stesso modo delle scuole statali, secondo la legge 62/2000 fanno parte a pieno titolo del sistema nazionale di istruzione. Parlando genericamente di scuole private, qui probabilmente si fa riferimento a quelle non paritarie, prive cioè di riconoscimento da parte dello Stato, e dunque al di fuori del sistema di istruzione nazionale e del tutto prive di controllo". La precisazione al Sir di Maria Grazia Colombo, presidente nazionale dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche), segue l’odierna pubblicazione su un quotidiano nazionale della notizia secondo cui in Italia le scuole "private" sono le peggiori d’Europa. In base al Rapporto Ocse-Pisa (Progress in International reading) 2007 che fotografa la situazione degli studenti quindicenni di 57 Paesi del mondo, reso noto nei giorni scorsi, gli studenti italiani sono fanalino di coda nell’Ue e tra i peggiori dei Paesi Ocse. Ma quella del quotidiano nazionale, "che sottolinea il divario di preparazione tra le scuole statali e le scuole private italiane, giocando oltretutto sull’ambiguità dell’aggettivo ‘private’ senza specificare a che cosa si alluda, e che qualcuno potrebbe riferire alle paritarie, è una lettura strumentale e di parte" afferma Colombo. (segue)