SETTE: MONS. CHIARETTI (CEI), "TENERE ALTA LA VIGILANZA" (2)

Ciò che preoccupa l’arcivescovo è lo stato di "schiavitù" in cui sono gettate le vittime e le modalità di approccio messe in atto da questi gruppi. "Vanno di casa in casa, identificando alcune tipologie: e cioè la dove c’è un morto recente, oppure un rapporto di astio con la Chiesa locale o ancora dove c’è un indizio di ricerca di qualcosa che non si è trovato nella Chiesa. Queste forme pseudo-religiose si propongono come razionali e possibili ma rivelano poi un volto di radicalismo fortemente condizionante". Da qui l’importanza di "una fede pensata", e di curare "la formazione intellettuale delle persone, soprattutto di coloro che hanno responsabilità precise sul piano pastorale".