BANGLADESH: COSTA (ARCIVESCOVO DHAKA), “ABBIAMO PAURA DEI CAMBIAMENTI ” “CLIMATICI” (2)” “

(dall’inviata Patrizia Caiffa) – Invece il dialogo con l’islam a livello di base funziona bene, soprattutto nell’aiuto reciproco durante le emergenze. “Per noi è stato molto significativo l’appello del Papa per il Bangladesh lo scorso 18 novembre – aggiunge mons. Theotonius Gomez, vescovo ausiliare di Dhaka e presidente di Caritas Bangladesh -. I musulmani si rendono conto che la Chiesa cattolica vuole aiutarli. E subito dopo il ciclone è stato bellissimo l’avvicinarsi reciproco e il lavoro comune tra cristiani, musulmani, indù e buddisti”. Mons. Gomez spiega che “i musulmani apprezzano molto il lavoro della Chiesa in Bangladesh, soprattutto nell’ambito caritativo e nell’educazione. Hanno conosciuto e amano Madre Teresa, venuta tante volte ad inaugurare organizzazioni musulmane. Ma ufficialmente non lo possono ammettere. E in ogni caso le conversioni al cristianesimo non sono accettate”. I due vescovi confermano poi la “vox populi” per cui il “banchiere dei poveri” Yunus non è molto ben visto dalla popolazione: “Non ha fatto niente per il Bangladesh – affermano -. Ha costruito case e ricchezze per sé e non per i poveri. Il movimento del microcredito in sé è buono, è utile, ma andava fatto bene. Invece i tassi di interesse sono altissimi e i poveri molto spesso non riescono a ripagare il debito”.