La nuova enciclica del Papa, "Spe salvi" ha proseguito il card. Ruini "riprende questa svolta, ne approfondisce il senso e il motivo, ma poi prende in esame la sostituzione della speranza in Cristo con un’altra a suo modo grande speranza, basata sulla scienza e sulla tecnica, sulla politica". Una speranza, questa, che "ha caratterizzato l’epoca moderna ed è sembrata realizzare l’autentico e tangibile regno dell’uomo". Da una parte, nell’enciclica il Papa "osserva che questo regno si è rivelato illusorio e distruttivo", dall’altra fa notare che "non basta da solo a dare forza alla speranza cristiana, diventata troppo individualistica e troppo ultraterrena". Per Ruini, "Il nostro è un tempo di poca e di nessuna speranza, di poca capacità di crescita, di poca voglia di futuro: un tempo, in definitiva, di nichilismo. Ma le piccole speranza a cui ci attacchiamo non bastano: siamo fatti di qualcosa di più grande". Nasce da qui, secondo il vicario del Papa per la diocesi di Roma, la "sfida" di "ridare carne e sangue alla speranza cristiana": solo questa speranza, infatti, "è capace di ridarci la fiducia nella giustizia e nell’amore di Dio. Di fronte a questa speranza, neanche la morte può essere l’ultima parola", ha concluso il cardinale formulando con questo auspicio i suoi auguri natalizi, in particolare ai 150 universitari che riceveranno la Cresima a Pentecoste.