"I contorni della vicenda (di don Sandro De Pretis, ndr) rimangono poco chiari". Lo scrive don Ivan Maffeis, direttore di "Vita trentina", in un editoriale, che accompagna la lettera integrale del missionario trentino, in detenzione preventiva a Gibuti dal 28 ottobre scorso, che sarà pubblicata nel numero in uscita domani. "A tutt’oggi spiega Maffeis – don Sandro è incarcerato senza che sia stata formalizzata un’accusa precisa nei suoi confronti. Appaiono ridicole quelle che ventilerebbero un suo coinvolgimento in una rete di pedofilia, in seguito alla scoperta di una serie di sue fotografie in cui appaiono anche bambini". "Don Sandro serve forse come capro espiatorio si chiede il direttore del settimanale – senza aver nulla a che fare con ciò di cui lo si vorrebbe incolpare? La diplomazia è al lavoro per ottenerne la scarcerazione con il proscioglimento pieno da ogni accusa". Anche il vescovo di Gibuti, mons. Giorgio Bertin, si è recato a Trento per incontrare il vescovo locale, mons. Luigi Bressan, "esprimendo la speranza per una rapida soluzione del caso". "Se oggi scriviamo per rilanciare l’appello dal carcere che don Sandro, lo facciamo pensando alle diverse occasioni di confronto avute con lui nei mesi scorsi", quando "ci ha raccontava la ‘sua’ Africa" e le difficoltà che, oramai, i cristiani vivono anche in quella terra.