"Questo in concreto ha aggiunto il card. Poletto – significa che i diritti dei lavoratori, come tutti gli altri diritti, si basano sulla natura della persona umana e sulla sua trascendente dignità, come il diritto alla giusta remunerazione, il diritto al riposo e soprattutto il diritto ad ambienti di lavoro ed a processi produttivi che non rechino pregiudizio alla salute fisica e specialmente alla vita dei lavoratori". La salute, dunque, "non può essere un prodotto da vendere in cambio di un posto di lavoro. Nessuno può cadere nel peccato di non occuparsi a sufficienza della salute dei lavoratori". "Ciascuno è stato l’invito del porporato – si assuma le sue responsabilità perché questa in Italia e anche qui da noi è una nuova questione sociale, anzi di più: una nuova questione etica". Infatti, "la salute e la vita dei lavoratori, come di tutte le persone, sono valori primari che per nessuna ragione dovrebbero essere messi a rischio". Poi un invito: "Vivere come ‘nostro’ il dolore dei familiari di questi defunti ed offrire loro la nostra vicinanza di affetto e partecipazione, fatta non di parole, ma di riflessione silenziosa e di preghiera". Di fronte al dolore, infatti, c’è il rischio che scenda la "notte dello spirito". (segue)