STORIA DELLA CHIESA: TORTORELLI (LATERANENSE), SAN SEBASTIANO NON È UN "SANTO GAY" (3)

"La figura di San Sebastiano torna frequentemente nell’arte di ogni tempo. Gli attributi che lo qualificano sono la freccia e la palma, simboli del martirio, appunto, in lenta agonia, e dell’eroismo nella fede", ha affermato Raffaela Tortorelli, dottoranda di storia della Chiesa ed esperta di iconografia sacra, ieri a Roma, alla presentazione del libro di don Francesco Danieli "La freccia e la palma". "Non c’è mai una valenza omo-erotica nelle rappresentazioni iconografiche precedenti l’opera teatrale di D’Annunzio", ha affermato Tortorelli. Secondo le fonti storiche, "San Sebastiano era un militare", un uomo "adulto, virile", spesso perfino raffigurato come "un vecchio", per esempio, neel VI e VII secolo d. C.. Nel XIII secolo, viene indicato come "il favorito degli imperatori, nel senso di ‘uomo di fiducia’ e non certo amante. Fu D’Annunzio ad attribuire al santo, interpretato dalla ballerina americana Ida Rubinstein, un ruolo di ‘favorito’ con un significato diverso". Da qui in poi, una "certa" iconografia, "decadente e dissacrante", lo ha "assunto a manifesto dell’arte omosessuale". Una rappresentazione, quella del "santo gay", "del tutto assente nell’iconografia dei secoli precedenti" e che ha avuto l’effetto di "fare eclissare la luminosità di un soggetto artistico capace di emozionare i grandi artisti della storia".