Una legge che "cerca di rispondere con equilibrio alle esigenze dei cittadini consumatori, a quelle espresse dai commercianti, offrendo delle limitate opportunità, e non certo degli obblighi, riguardo alle domeniche", e nella quale viene riservata "la massima attenzione alla persona e alle sue esigenze". Così la Regione Lombardia definisce la legge sul commercio varata di recente dal Consiglio regionale, all’indomani dell’appello contro l’apertura domenicale dei negozi lanciato il 12 dicembre dagli Uffici diocesani lombardi di pastorale del lavoro, e "rilanciato" ieri dal Sir (old.agensir.it). “La salvaguardia delle domeniche (e delle feste in generale) e del diritto al riposo settimanale è un tema ben presente nella recente legge sul commercio che il Consiglio regionale ha varato", la replica della Regione Lombardia, secondo cui "non è vero che le nuove norme, come pure è stato detto, sacrifichino domeniche e feste comandate sull’altare del consumo e del lavoro. Al contrario, cercano di preservarle il più possibile”. “Raccogliendo le richieste e le istanze degli esercenti e dei loro rappresentanti – prosegue la Nota – la legge consente, e certamente non impone, un certo numero di aperture festive introducendo limiti più ristretti di quelli posti dalle norme nazionali (decreto Bersani) e di quelli normalmente vigenti nella grande maggioranza delle altre regioni italiane”.