La laicità è "il valore identitario dell’Europa", "ne rappresenta la travagliata esperienza storica e, insieme, ne caratterizza in modo unico la vita civile". Ne è convinto lo storico Fulvio De Giorgi, intervenuto oggi pomeriggio al seminario organizzato a Camaldoli (Arezzo) dalla rivista "Il Regno", su "Il futuro del cattolicesimo italiano". Lo storico si è interrogato su "un modello di laicità" in Europa che possa essere "condiviso da credenti e non credenti, cristiani e non cristiani". La riposta, ha affermato, sta in "una laicità negativa" e in "una neutralità positiva", termini che richiamano "una neutralità dello Stato", la quale tuttavia non significa "eliminazione di ogni riferimento religioso o valoriale", quanto piuttosto sottende una "compresenza pluralistica e dialogante di tutte le posizioni religiose o valoriali realmente professate". In questo senso, ha precisato, "la laicità negativa si oppone al confessionalismo, ma anche ad ogni forma di religione politica dello Stato", nulla avendo a che fare, però, con un "relativismo dei valori". Infine, ha osservato De Giorgi, "la laicità implica la libertà religiosa", ma pure un rapporto tra Stato e comunità religiose che protegga "il potere politico dalle ingerenze dei fondamentalismi religiosi" e difenda "l’individuo da indebite e oppressive costrizioni".