"Non esistono corsie preferenziali" assegnate dal ministero dell’Interno "ai datori di lavoro che effettuano per conto proprio la procedura di invio telematico per il decreto flussi". La precisazione è venuta ieri dalle Acli, a seguito di alcune "voci" su un presunto "privilegio" accordato a quanti, la mattina di domani sabato 15 dicembre, inoltreranno le domande con connessioni singole. L’equivoco, spiegano le Acli, è nato "dalle risposte fornite da un funzionario del ministero dell’Interno" in una trasmissione radiofonica. Richiamando l’accordo di collaborazione sottoscritto tra il suddetto ministero e i patronati Acli, il vicepresidente di questi ultimi, Michele Consiglio, rammenta che esso "ha avuto l’obiettivo di fornire informazione e assistenza gratuita a quanti ne avessero avuto bisogno" e "di combattere la speculazione di gente senza scrupoli che, come accaduto negli scorsi anni, ha invece fornito questi servizi dietro pagamento, millantando sicurezze inesistenti circa l’esito della domanda". Quanto alla corretta determinazione del reddito annuo da indicare nella domanda di nulla osta al lavoro domestico (modello A), le Acli chiariscono che "non sarà il reddito imponibile a fornire la base per la determinazione del reddito annuo richiesto dal ministero, ma il reddito complessivo al netto dell’imposta Irpef".