” “Riflettendo sui dati Inail dello scorso anno, secondo cui gli infortuni mortali accaduti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa hanno riguardato 1.302 persone (663 impegnate nell’industria, 518 nel terziario e 121 nell’agricoltura), Margoni osserva: "Si ha quasi l’impressione che una situazione del mondo del lavoro sempre più soggetta alla massima economicità, alla precarietà, alle logiche dei subappalti, del lavoro atipico, parasubordinato e interinale, delle onerose penali nelle quali si incorre in caso di consegna ritardata dei lavori, proceda di pari passo ad una riduzione degli standard di sicurezza necessari". Per Giampiero Moret, direttore del settimanale della diocesi di Vittorio Veneto ("L’Azione), il problema delle morti sul lavoro "si inquadra entro le trasformazioni che il lavoro ha avuto in questi anni. Il punto nevralgico è dato dallo sviluppo tecnologico che ha elevato la produttività del lavoro", per cui "la tentazione di prendere scorciatoie più facili e veloci è grande. Questa, credo, è la causa principale dello scadimento dei rapporti di lavoro sia dal punto del rispetto della dignità e della salute dei lavoratori sia dal punto di vista economico". Per Moret, "l’indignazione è il punto di partenza, ma per essere vera deve poi tramutarsi in decisioni che impediscano il ripetersi di questi fatti".” “